Climax

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Gaspar Noé è un regista che divide in maniera notevole sia pubblico che critica: i suoi ammiratori sono pari a quanti lo considerano l’icona della negatività nel cinema cosiddetto d’autore. Il cinquantacinquenne argentino crea film che fanno sempre discutere perché volutamente contorti e spesso urtanti. 

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Pets 2: Vita da animali

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Pets 2: Vita da animali

Lo sceneggiatore Brian Lynch è molto quotato dopo avere azzeccato due dei massimi successi del cinema d’animazione degli ultimi anni, entrambi  scritti in solitaria: Minions (2015) e Pets - Vita da animali (The Secret Life of Pets, 2016).

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Il Grande Salto

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Il Grande Salto

Giorgio Tirabassi è attore che spazia dal comico al drammatico con grande bravura, riuscendo ad essere sempre il personaggio che interpreta in quel momento, con tutte le sue sfumature. Avvicinandosi alla regia, ha cercato di realizzare un film in cui siano presenti comico, commedia, melodramma ma, dopo la prima parte in cui l’equilibrio è bene presente (anche se la comicità è componente più elevata) il regista sembra non avere la capacità di scegliere uno stile, rendendo molto frammentario quello che appare sullo schermo.

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American animals

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American animals

American animals, in programmazione in questi giorni nelle sale italiane, è una pellicola del 2018, sceneggiata e diretta dal giovane documentarista Bart Layton, classe 1974, al suo esordio alla regia. La vicenda raccontata si ispira ad una storia realmente accaduta nel 2003, quando quattro studenti universitari intentano il furto di un rarissimo manoscritto, dal grande valore e custodito con limitate misure di sicurezza, nella biblioteca della Transylvania University di Lexington in Kentucky. Sorprendentemente l’impresa riesce e per i quattro è l’inizio di un viaggio destinato al fallimento in un susseguirsi di tentativi goffi e maldestri ma soprattutto vani di rivendere la refurtiva. Nel ruolo dei quattro studenti, si cimentano quattro giovani promesse delle serie televisive americane: Evan Peters, nel ruolo di Spencer, un annoiato e svogliato studente d'arte che sente nella sua vita l'assenza di qualcosa di significativo che lo ispiri, Berry Koeghan (Warren), nei panni dell’amico d’infanzia, giocatore di calcio ma insoddisfatto del college e della sua mediocre vita di privilegi; Blake Jenner e Jared Abrhamson, nei panni rispettivamente di Erik e Chas, anch’essi compagni di college che si lascano coinvolgere con falese promesse, più per noia che per una reale motivazione. Layton è bravo nel mescolare realtà e commedia nel ricostruire uno spaccato della provincia americana, bianca e benestante, incarnata da una generazione di trentenni, insoddisfatti, senza prospettive e ideali, a cui non manca di niente ma è priva di quegli anticorpi necessari per vivere e farsi strada con le proprie forze nella società. Buona la scelta da parte del regista di inframezzare la narrazione con le interviste di commento ai veri protagonisti della vicenda, che hanno sbagliato e hanno pagato un prezzo importante, ciascuno latore di una versione dei fatti. L’esito è una commedia agrodolce, che ha ritmo e aspetti anche ironici, con un finale aperto su come siano davvero andate le cose.

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X-Men - Dark Phoenix

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X-Men - Dark Phoenix

Nel dodicesimo film della saga degli X-Men si nota subito lo sforzo di affrontare in modo più diretto, senza troppi fronzoli, la vicenda. Si parla della Fenice, apparsa sugli albi degli X-Men per la prima volta a metà degli anni ‘70, informe entità cosmica che annienta e riesce ad impossessarsi dei corpi e delle menti di creature particolarmente dotate. 

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Polaroid

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Polaroid

 

Lars Klevberg, norvegese, autore del corto da cui il lungometraggio è tratto, dimostra di essere un buon regista in grado di creare atmosfere da paura usando più un attento dosaggio tra luce e buio che non nel creare qualcosa di goticheggiante basato troppo sugli effetti speciali.

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L'Angelo del Male - Brightburn

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L'Angelo del Male - Brightburn

 

Kripton sta per esplodere e i genitori decidono di inviare il figlioletto con un razzo sulla Terra, dove potrà avere una nuova vita. I genitori adottivi di quello che sarebbe divenuto Superman lo crescono e lo accudiscono nella loro fattoria senza mai domandarsi troppe cose sulle origini del neonato, per loro un grande dono venuto dal cielo. 

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Quel giorno d'estate

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Quel giorno d'estate

Mikhaël Hers torna su fatti di cronaca che hanno sconvolto la Francia negli ultimi anni, occupandosi dei terribili attacchi terroristici a Parigi. Lo fa con un’impostazione intimista, richiudendo questo immane dramma entro il recinto, forse ancora più coinvolgente, di un microcosmo privato, di vite come tante che in pochi attimi dimenticano la serenità per sprofondare nel dolore. 

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Forse è solo mal di mare

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Forse è solo mal di mare

Simona De Simone, trentaquatrenne di Nardò che utilizza come pseudonimo artistico il nome di Nuanda Sheridan, ha seguito corsi di regia e recitazione teatrale per poi formarsi in regia cinematografica. Dapprima come aiuto, poi come autrice di Satyagraha (2017) - mediometraggio che racconta di una storia d’amore e reincarnazione esplorata attraverso il viaggio di un’anziana donna tra le sue vite precedenti – con Forse è solo mal di mare ha firmato il suo primo lungometraggio. Ha ridimensionato le sue mire di cinema d’autore e ha portato sullo schermo temi molto popolari da commedia sentimentale utilizzando un taglio da prodotto televisivo di routine: purtroppo dimostra  l’incapacità assoluta di creare un film che abbia un minimo di interesse. Non è tra chi lo ha scritto (sceneggiatura davvero poco riuscita) ma lei ci mette molto di sé con la scelta di inquadrature convenzionali in cui Linosa è l’unica che si salva grazie alla sua selvaggia bellezza, con una costruzione narrativa poco interessante. Attori pur di buona qualità non riescono mai a credere a quanto dicono e fanno, quantomeno non riescono a trasfondere all’esterno emozioni. La Sagra del paese con un prete che vuole creare una Festa patronale da ricordare (e, in senso negativo, raggiunge lo scopo), il bar tabaccheria dove tutti vanno ma che è contestato perché smercia brioche non fresche, un Liceo Scientifico che parrebbe essere collocato in questo lembo di terra abitato da poco più di 400 persone sono alcuni dei suoi elementi. Su questi, lo sviluppo di una storia davvero poco interessante. Un fotografo che ha girato il mondo si ferma sull’isola per amore di una bella donna che sposa e da cui ha una figlia che lo adora; il suo nuovo lavoro è il pescatore. La donna, dopo 17 anni, segue un uomo apparentemente poco interessante e li abbandona. La ragazza è molto vicina al padre che praticamente dipende da lei, ma ha anche il sogno di andare a seguire i corsi di pianoforte al Conservatorio di Lugano. Intanto giunge una bella professoressa con una supplenza nel Liceo che è interessata sentimentalmente all’uomo. Tutto qui, per un’opera poco coinvolgente. La speranza è che gli abitanti dell’isola, almeno loro, si siano divertiti. Primo film prodotto dalla Cibbè Film, nata dalla passione per il cinema di alcuni imprenditori tessili pratesi, speriamo non tolga la voglia a questi cinefili di investire denaro in altri progetti, magari valutando in maniera diversa i progetti in cui impegnarsi.

 

 

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Palottole in libertà

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Palottole in libertà

Pierre Salvadori non è uno dei grandi registi d’oltralpe ma, nello stesso tempo, non può certo essere definito decoroso artigiano. Ama temi un po’ diversi, gioca con la commedia in cui riesce ad inserire anche il dramma - Piccole crepe grossi guai (Dans la cour, 2014) – o temi romantici - Beautiful Lies (De vrais mensonges, 2010) e Ti va di pagare? - Priceless (Hors de prix, 2006) – ma anche il thriller come in Les marchands de sable (2000). 

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