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Le cose che verranno Le cose che verranno Nuovo

Le cose che verranno

Cast, Crew, Infos - Cinema

Titolo originale
L'avenir
Sceneggiatura
Mia Hansen-Løve (alias Mia Hansen Love)
Interpreti
Isabelle Huppert, André Marcon, Roman Kolinka, Edith Scob, Sarah Lepicard, Solal Forte, Elise Lhomeau, Lionel Dray, Grégoire Montana, Lina Benzerti, Marion Ploquin.
Nazionalità
Anno
Durata
102

Orso d'argento per la miglior regia al 66simo Festival di Berlino, il film diretto dalla trentacinquenne francese Mia Hansen-Løve si posiziona bene nel curriculum di un’autrice che ama essere unica responsabile delle produzioni da lei realizzate con vicende sempre intime e possibili.

Debutto nel lungometraggio con Tout est pardonné (2007), presentato nella Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes che racconta il ricongiungimento, dopo 11 anni di padre e figlia, seconda sua fatica con Il padre dei miei figli (Le père de mes enfants, 2009) a cui è stato assegnato a Cannes il premio speciale della giuria della sezione Un Certain Regard, terzo lavoro Un amore di gioventù (Un amour de jeunesse, 2011) che al Festival di Locarno ha ottenuto una menzione speciale, quarta fatica con Eden (2014) in cui aveva tentato la via del musical drammatico. Tutti e cinque i film, compreso l’ultimo interpretato da una bravissima Isabelle Huppert, non possono essere considerati capolavori, semmai volenterosi studi della psiche umana con particolare interesse per quella dei più giovani. Brava lo è, ma ha ancora molto da imparare nel campo della regia. E’ lecito pensare che il marito, il cineasta Olivier Assayas sposato a 18 anni, possa averla aiutata sia con consigli sulla realizzazione sia quale ottima presentazione per i vari Festival. Gioca col dramma senza mai cadere nel melò, racconta di persone che potrebbero esistere, nella narrazione preferisce i dialoghi e le introspezioni psicologiche ai momenti di tensione narrativa. Le sue storie si seguono molto bene ma non emozionano, i personaggi sono interessanti ma non lasciano un segno, gli interpreti accettabilmente diretti ma bravi più per meriti propri che per merito della regia. In questa occasione, la sceneggiatura ingessa ogni cosa costringendo i personaggi a lunghissimi dialoghi che appesantiscono non poco la fruizioni. Oltretutto, alcuni personaggi chiave, come l’ex marito, rischiano di non avere lo spessore necessario perché letti in maniera troppo epidermica. A 35 anni l’autrice si stacca dal mondo dei giovani, al centro delle sue precedenti opere, per occuparsi di una bella donna ultracinquantenne che deve affrontare realtà a lei ignote, situazioni che mai avrebbe pensato potessero coinvolgerla. E’ una donna equilibrata, vive per il suo lavoro di docente di filosofia, per occuparsi del marito e dei figli adolescenti, seguendo anche la madre nelle sue stranezze. Il crollo di questo suo mondo lo ha quando l’uomo la pianta dopo 25 anni di matrimonio attratto da un’altra donna. Questo la aiuta a vedere il mondo in una maniera nuova: si stacca dai figli, si guarda attorno e, quando anche la madre non c’è più, assapora una libertà sconosciuta che le permette di raffrontarsi serenamente con quanto la circonda. Incontra ex allievo e con lui inizia un bel rapporto, un’amicizia, una relazione fatta di reciproche confidenze. Isabelle Huppert è perfetta come sempre, e vive dall’interno un personaggio complesso, fatto di contraddizioni, capace di essere se stessa in maniera diametralmente dissimile. Gli altri, come è quasi regola nel cinema d’oltralpe, sono scelti con cura ed offrono una bella prova corale. Il limite per il film è che toglie valore alle immagini per privilegiare, troppo, dialoghi non sempre funzionali. Forse, dopo cinque lavori in cui mai ha voluto condividere la scrittura, le converrebbe tentare una via differente, coinvolgendo assieme a lei qualche esperto sceneggiatore.

 

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opinioni autore

 
Le cose che verranno 2017-04-21 11:20:23 Umberto Rossi
Giudizio complessivo 
 
7.0
Opinione inserita da Umberto Rossi    21 Aprile, 2017
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