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L’isola dei cani L’isola dei cani Nuovo Hot

L’isola dei cani

Cast, Crew, Infos - Cinema

Titolo originale
Isle of Dogs
Sceneggiatura
Wes Anderson da un soggetto di Wes Anderson, Roman Coppola, Jason Schwartzman e Kunichi Nomura
Interpreti
Voci nellìedizione originale: Koyu Rankin, Edward Norton, Bob Balaban, Bill Murray, Jeff Goldblum, Kunichi Nomura, Scarlett Johansson, Harvey Keitel, F. Murray Abraham, Yoko Ono - Veci nella versione italiana: Angelo Nicotra, Sandro Acerbo, Veronica Puccio, Antonella Giannini, Giulio Bartolomei, Domitilla D'Amico, Pino Insegno, Mariachiara Di Mitri.
Nazionalità
Anno
Durata
101

Wes Anderson è autore che ama l’originalità. Il quarantanovenne texano ha avuto – tra l’altro – sei nomination al Oscar. È la sua seconda esperienza nell’animazione dopo Fantastic Mr. Fox (2009). Anche in quella occasione, nascosti in un soggetto apparentemente banale, c’erano temi e contenuti assolutamente non pensati per i ragazzini.

Ambedue si occupano della violenza verso degli animali. In questa occasione fa inorridire facendo seguire la preparazione di sushi secondo le più antiche ricette, con pesce vivo squartato sul momento, ma anche con immagini molto drammatiche, scene cruente con cani che lottano tra di loro, con pezzi di orecchie che vengono sputati lontano. Oltre a questo, c’è un trapianto di reni raccontato in maniera esatta, senza caricare di sangue le immagini ma seguendo con una precisione ogni cosa. C’è anche l’omicidio dello scienziato che ha creato l’antidoto dell’influenza dei cani. Le regole dettate dai potenti – in questo caso il sindaco-dittatore di Megasaki – sono semplici e si basano sul privare del potere decisionale i cittadini per evitare di avere contestazioni. Non è un caso che l’unico che si ribelli al suo strapotere è un orfano da lui adottato che lo conosce bene: lo teme meno pensando di poterlo combattere quasi ad armi pari. Il regista affascina coi vari omaggi all’animazione giapponese di argomento fantascientifico con cyborg a fare la guardia ai cani lasciati lì a morire. Le scritte in ideogrammi fanno quasi pensare ad una coproduzione inglese-nipponica. L’unico umano che si comporta in maniera positiva è il ragazzino dodicenne che colpisce i droni con la sua fionda – impossibile non pensare a Davide e Golia – e diviene il punto di riferimento per una rivoluzione che, grazie a lui, forse scoppierà. Non esiste un lieto fine, è un film che vive di denuncia e che riesce a fare pensare sulle ingiustizie della società. Per rendere le atmosfere del Giappone, ha voluto quale co-sceneggiatore Kunichi Nomura che aveva tra gli interpreti di Grand Budapest Hotel. Il risultato è sicuramente positivo anche perché questo attore, scrittore, dj, conduttore radiofonico e personaggio influente della cultura del suo paese ha un’apertura mentale che gli ha permesso di avere coesione con lo script degli altri due, a cui in un secondo tempo ha aggiunto le proprie idee, emozioni, la credibilità nel raccontare del mondo giapponese. Trovata ulteriore è quella di non tradurre le scritte in quella lingua con sottotitoli ma con altri escamotage, compreso l’utilizzo di traduttori mai visibili. Girato in stop motion, ha creato un gioco visivo in cui alterna scene ridondanti di colori e ricche di personaggi, ad altre in cui si inquadra un unico elemento su sfondo monocromatico. Questa animazione, assolutamente per un pubblico adulto, racconta dell’umanità dei cani e della bestialità degli uomini. Nel futuro prossimo i cani vengono messi in quarantena su un'isola di rifiuti a seguito di un'epidemia di influenza canina che sta infuriando nella città di Megasaki. Cinque cani, incapaci di accettare la loro decadente esistenza segregati dal mondo, incontrano un ragazzino, Atari Kobayashi, che arriva sull'isola per ritrovare il suo animale Spots. A Megasaki gli uomini si dividono fra la paura dell'infezione e le rimostranze per l'abbandono dei cani; frattanto i cinque, scoperto che Spots potrebbe non essere morto, decidono di aiutare Atari a cercarlo e di proteggerlo dalle autorità che lo vogliono riportare indietro.


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opinioni autore

 
L’isola dei cani 2018-05-14 11:02:40 Umberto Rossi
Giudizio complessivo 
 
8.0
Opinione inserita da Umberto Rossi    14 Mag, 2018
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