34° Festival Internacional de Cinema do Porto - Pagina 3

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34° Festival Internacional de Cinema do Porto
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what-maisie-knew-posterNominato per i premi Bafta e selezionato per il Festival di Tokyo, What Maisie knew (Che cosa sa Maisie) è stato presentato nella sezione Semana dos realizadores .Diretto da Scott McGehee e David Siegel, che esordirono nel 2001 con The Deep End, il film parla di Maisie, (Onata Aprile), ragazzina di sette anni contesa a New York dai genitori. Ispirato dall’omonimo romanzo di Henry James, è interpretato da Julianne Moore e Steve Coogan, rispettivamente Ida e Beale Farange che ottengono dal giudice la custodia alternata di sei mesi in sei mesi della bambina. Tutti e due la vogliono, ma in realtà nessuno dei due ha abbastanza tempo per occuparsene. Lei, cantante rock, e produttrice; lui mercante d’arte, la sballottano continuamente, e spesso la svegliano di notte per portarla da conoscenti che se ne occupino durante le loro assenze. Sorta di pacchetto umano conteso tra due affetti, la bimba vive un momento di tranquillità quando i genitori sposano due partner giovani che hanno tempo e attenzione per lei. Presto, però, le loro attenzioni suscitano la gelosia della madre, che si sente estromessa. Quando le ripetute assenze dei genitori spingono i loro coniugi a incontrarsi e frequentarsi, tra i due scoppia una scintilla che permette di formare una nuova coppia che si prenderà cura della piccola. Sicuramente un regalo per i fans dei due protagonisti, che si arrovellano in una contesa di cento minuti che la dice lunga sulle peripezie dei figli di genitori separati.
pecado fatalDopo tre corti, esordisce nel lungometraggio Luìs Diogo con Pecado fatal (Peccato fatale) presente nel concorso riservato ai film portoghesi. Racchiusa in novanta minuti, una commedia di equivoci e passioni interpretata con misura da tre giovani attori: Sara Barras Leitao, Miguel Meira, Joao Guimaraes. Scritto dal regista e con un finale didattico in coda con intenzioni esplicative, il film è nell’insieme giovane e godibile. Con particolare attenzione alla decorazione di interni, il protagonista è un architetto che si occupa di appartamenti, narra dell’amico del cuore che gli chiede ospitalità per una notte per portare un’amica. La ragazza è ubriaca: i due non fanno sesso e la mattina presto lui la lascia per andare a lavorare. Quando l’architetto si affaccia sulla porta per vedere come sta la ragazza, lei, insonnolita, lo prega di stendersi accanto a lei. Lui accetta a malincuore e si addormenta. Sogna un rapporto sessuale, si sveglia e scopre che la ragazza è sopra di lui. Subito dopo lei si assopisce e lui si alza. La commedia vuole che lei resti in affitto in quella casa, che i due si innamorino, ma lei non sappia di aver avuto una relazione con lui. E sarà difficile avviare un rapporto leale perché lei ricorda il tatuaggio sulla spalla dell’amante, che crede l’altro, mentre l’architetto si preoccupa di nasconderlo. Su questa si interseca la vicenda personale della protagonista, giunta in paese per scoprire le proprie origini, essendo stata abbandonata dopo la nascita in un cassonetto di quel paese. Ci sarà un lieto fine, ma meglio sarebbe stato un ponderato final cut.