32mo Festival del cinema fantastico - Bruxelles 2014 - Pagina 3

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32mo Festival del cinema fantastico - Bruxelles 2014
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capsDieci film al giorno nelle sale grandi del Palais des Beaux-Arts per il Festival, quotidianamente assediato da lunghe file di appassionati per la festa di cinema che chiude alla vigilia di Pasqua. Grande la partecipazione delle cinematografie orientali, guidata da Giappone e Cina, ma uno spazio originale è quello conquistato dalla Corea del Sud. Accanto a Moebius di Kim Ki-duk, già in concorso a Venezia, due thriller d’autore lungamente applauditi: Gam-si-ja-deul (Occhi freddi) di Jo Ui-seok & Kim Byung-seo, Jo-nan-ja-deul (Intrusi) di Noh Young-seok. Il primo è il remake del film di Hong Kong Eye in the Sky (Occhio in cielo) di Yau Nai-Hoi prodotto da Johnnie To. Ritenuto da molti, migliore dell’originale, si apre in un vagone della metropolitana dove una giovane aspirante detective annota movimenti sospetti sotto gli occhi di un superiore che dovrà decidere sulla sua ammissione. Superato brillantemente l’esame, la ragazza entra in un gruppo che deve risolvere una rapina perfetta operata in una grande banca. Guidati da un criminale freddo e sperimentato, i banditi non hanno lasciato tracce. Le indagini partono da un fotogramma registrato dalla cinepresa di un negozio. Ci vorranno mesi e insuccessi prima di individuare i fuorilegge. Il film descrive le frustrazioni degli agenti e i rapporti interni alla squadra sottolineando il comportamento della giovane Yoon-ju Han, a volte coraggioso e geniale, in altri casi emotivo e insubordinato. Il film è stato un grande successo del box office coreano e dura circa due ore. E’ Splendidamente interpretato da buoni e da cattivi in un memorabile primo tempo da thriller, spesso allentato dal comportamento eccentrico del commissario nei riguardi della neofita. E la tensione è costante anche nel secondo tempo che sembra però dilatarsi per eccesso di ricerca di dettagli tecnologici.
intruders03Appena uscito sugli schermi coreani, dopo essere stato presentato al Festival di Toronto, Intrusi, commedia nera, è il secondo film di Noh Young-seok dopo il successo di Daytime Drinking (Giornata di bevute, 2008). Soggetto non nuovo, ma attentamente studiato nei particolari e nei rilievi psicologici, questo di un giovanissimo scrittore che lascia Seul per andare a scrivere in un paesaggio di montagna. Conoscenti gli hanno gli hanno dato le chiavi di casa, e Sang-jin si ritrova isolato in mezzo alla neve in una villa a mezz’ora di distanza dal centro abitato. Forse è la situazione che andava cercando, ma non dura molto. Prima due cacciatori, poi quattro giovanotti sbandati partiti per un fine settimana in montagna, poi un ex detenuto conosciuto durante il viaggio, turbano la sua quiete. Inoltre, notizie dello sbarco di agenti nordcoreani che si sarebbero rifugiati in montagna mettono tutti in allerta. Lo scrittore, timido e inoffensivo, si trova al centro di sollecitazioni sempre più pressanti. Una ragazza isterica s’insedia nella casa, i giovani si ubriacano. Quando Sang-jin scopre un cadavere nella neve, viene incolpato e legato. Un poliziotto, chiamato dalla ragazza, deve decidere della sua sorte. Altri personaggi e altri avvenimenti capovolgono la situazione. Non c’è un gran finale: diciamo pure che non c’è finale, ma le tensioni del racconto e l’affrontamento dei personaggi hanno appassionato il pubblico che ha accolto il film con una calorosa ovazione.