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Dementia2014posterDalle Filippine sono arrivate due opere prime: Dementia (Demenza) di Perci M. Intalan nella Secçào Oficial de Cinema Fantàstico, e Children’s Show (Lo spettacolo dei bambini) di Roderick Cabrido nella Semana dos Realizadores. Regista, produttore e sceneggiatore, già attivo per la Walt Disney, il primo ha affidato a una delle più famose attrici del suo paese, Nora Aunor, la parte di Mara, una signora sulla sessantina che sembra aver perso la memoria. Per prendersi cura di lei i parenti rientrano dall’America e la portano nel loro residence di Batanes. La giovane coppia, e la figlia adolescente Rachel (Jasmine Curtis), sperano che, riportando la zia sui luoghi della sua infanzia, se ne possano risvegliarne i ricordi e aiutarla a recuperare la memoria. Quel ritorno, invece, fa emergere antichi fantasmi che attraggono la donna verso una scogliera mettendone a rischio la vita. Non solo, ma nella villa isolata e soggetta a frequenti black out elettrici anche la giovane nipote è vittima di incubi che mettono in pericolo la sua incolumità. Un finale a sorpresa chiude i novantotto minuti di un racconto equilibrato ed elegante che, tuttavia, nelle ultime battute ricalca situazioni e stilemi del genere.
Childrens ShowRoderick Cabrido, attore, musicista, regista e produttore, si ispira, invece, a fatti reali per raccontare in maniera quasi brutale la lotta per la vita nell’infernale baraccopoli di Manila. Prende spunto dal restling giovanile (incontri illegali di adolescenti tra i dieci e i quindici anni, in cui l’avversario può essere colpito anche quando è a terra se non si dichiara vinto) per raccontare di due fratelli, allevati dalla nonna e tiranneggiati dal padre. L’uomo, che ora ha un’altra famiglia e che ha fatto morire di crepacuore l’ex moglie, torna spesso nella baracca per estorcere soldi alla madre e al figlio più grande che se li guadagna pericolosamente battendosi in incontri senza esclusione di colpi. Il giorno arriva a casa ubriaco, aggredisce la madre e fa ruzzolare per le scale il figlio più piccolo che tenta di difenderla. Il ragazzo si frattura un gamba, che alcuni giorni dopo in ospedale verrà amputata. E’ la fine dei rapporti col padre, ma quando questi si presenta di nuovo a chiedere soldi e malmena l’altro figlio, questi si ribella, lo uccide con un coltello, lo carica su un risciò e lo getta in una discarica. Ora il giovane dovrà farsi carico della famiglia, ma soprattutto sopravvivere con un segreto difficile da condividere. Interpretato da Allen Dizon e Gloria Sevilla, il film dura ottantanove minuti. Tra film d’azione e incursione neorealista nella miserabile quotidianità dell’immensa periferia urbana, il film informa e intrattiene su una situazione limite anche se largamente frequentata da altre opere.
landmine-goes-click--posterAncora violenza, nella stessa sezione, quella di una finzione fortemente apprezzata da molti giornali statunitensi. Landmine goes click (La mina sta per scoppiare) del georgiano Levan Bakhia un film dilatato in centootto minuti che racconta, in due tempi, un sopruso e una vendetta. Tre giovani campeggiatori americani in Georgia, due ragazzi e una ragazza, chiedono a un conoscente di scattargli una foto di gruppo. Il più giovane mette un piede su una mina ed è costretto all’immobilità per non far saltare tutti in aria. Gli altri due si allontanano per cercare aiuti. In realtà all’amico non interessa la vita dell’altro che era andato a letto con la sua fidanzata. Immobilizzato e in attesa insieme alla donna, è vittima di un cacciatore ubriaco che lo insulta e stupra la ragazza. Quando scoprirà che la mina è disattivata, la ragazza sarà già morta e il cacciatore scomparso. Nella seconda parte, il giovanotto, completamente rivitalizzato, arriva in una dacia georgiana dove il cacciatore sta irrorando un alveare. Si fa ospitare dalla moglie e dalla figlia, e accetta un invito a pranzo sorprendendo l’uomo che non può raccontare la violenza commessa nei confronti dei turisti americani. Tenterà tuttavia di metterlo alla porta, ma il giovane ha già avuto il tempo di preparargli una trappola. Interpretato da Sterling Knight, Spencer Locke e Dean Geyer, il film assume caratteri morbosi nel protrarsi dell’aggressione del cacciatore e illustra una vendetta che mette il giustiziere sullo stesso piano dello stupratore.