48° SITGES Festival Internacional de Cinema Fantàstic de Catalunya - Pagina 3

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48° SITGES Festival Internacional de Cinema Fantàstic de Catalunya
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manifestoxxxTerzo giorno di folla al Festival. Oggi le file per entrare nei cinema si sono formate già alle otto del mattino. La festa concentra personaggi famosi sul tappeto rosso e, mentre Oliver Stone tiene una master class, ben sei sono le Macchine del Tempo assegnate ai cineasti. Sugli schermi un divertente thriller comico girato negli Stati Uniti dal sivigliano Paco Cabezas del quale già scrivemmo a proposito di Carne de neòn (Carne al neon, 2010). Questa volta s’intitola Mr. Right, dura novantun minuti ed è interpretato dal dirompente e dissacrante Sam Rockwell che condivide i primi piani con l’eccentrica e imprevedibile Anna Kendrick. Lui è un atipico killer a pagamento: uccide quelli che lo contrattano e lascia vivere le vittime predestinate. La cosa non piace a molti farabutti che tentano di liquidarlo. Non conoscono, però, l’eccellenza di Mr. Right nelle arti marziali, né i suoi trascorsi nei servizi segreti, né, tantomeno, il potere della mente di Martha, la ragazza che ha preso una cotta per lui. Ne scaturisce un film che è anche un gioco imbastito di continui scontri e trovate dove l’eroe le può anche prendere, ma è immortale! Il terzo incomodo è interpretato da Tim Roth.


baskin-01-600x350In concorso, invece, una visione notturna e sanguinaria dell’inferno tramite la descrizione di una messa nera in cui incappano quattro poliziotti. Il film segna l’esordio del trentatreenne regista turco Can Evrenol, s’intitola Baskin, dura novantasette minuti e si apre in un ristorante dove i poliziotti raccontano le loro performance sessuali. Dopo una breve lite con un cameriere, i quattro salgono in macchina e si dirigono in un luogo appartato dove è stato richiesto il loro intervento. Sbandano, e l’auto si ferma in un ruscello. Continuano a piedi fino a un sinistro e antico palazzo dove sono catturati e coinvolti in riti satanici. Le scene notturne dell’iniziazione ai riti pagani e ai sacrifici si alternano ad altre dove i poliziotti parlano dei loro incubi in un continuo andirivieni che non lascia distinguere tra realtà e sogno. Incubo, tutto sommato, ben costruito.


The-Hallow-PosterRipetitivo e spesso incoerente, invece, il racconto fatto da un altro film in concorso, The Hallow, intitolato anche The Woods e che potrebbe essere tradotto Gli spiriti del bosco, primo lungometraggio dello scultore, illustratore e fan del cinema horror, Corin Hardy. Adam e Clare, sposini londinesi con figlio in fasce vivono da un mese in una vecchia casa nel bosco irlandese dove lui scheda albero per albero. Un vicino, che nel bosco ha perso la figlia, gli ha detto di non toccare gli alberi perché potrebbero vendicarsi. Lui, testardo, non solo non da ascolto, ma non percepisce nemmeno i segni del male che comincia a danneggiare la sua casa. La sua auto è distrutta. I vetri della del villa sfondati e dal soffitto colano liquidi neri. Fermiamoci qui. Sorta di teatro da camera dell’orrore nel quale i due escono ed entrano continuamente dalla casa, a seconda che gli spiriti siano dentro o fuori, per scoprire che gli esseri maligni temono la luce. Manca la corrente, resta il generatore: quanto tempo durerà? Film debole che invece di ispirarsi alle leggende irlandesi porta in scena modelli hollywoodiani.